Monday, February 1, 2016

" La guerra, come carta vetrata, gratta via tutto, dalle cose più semplici alla vita stessa" A. Babcchenko



denied milk
fotografia digitale
2014 
 
 

The‘Denied Milk’ project is still in progress and starts with a trilogy of photographs where the emphasis is on children’s vital staple foodstuffs.  The constant involvement of these in war linked events happens because for some time now, war itself has transformed nature. Civilians and children alike are repeatedly hit and affected from the consequences of war and in certain cases are denied their right to basic subsistence like milk.

 































Tuesday, January 19, 2016

 


  MICROCOSMI 

   Installazione  
   Mixed media 
   50x1,50m
   2010-2011

 

Microcosmi è un progetto del 2011 riconducibile all’idea di paesaggio che suggerisce nel suo insieme una città metafisica formata da parallelepipedi bianchi accesi da piccoli riquadri che evocano delicati scenari dalle tinte accese.  Ad un attento sguardo potrebbero ricordare  il silenzio di paesaggi desertici infiammati dal sole, oppure tramonti su azzurri corsi d’acqua e strisce di terra scura. La stratificazione crea luoghi astratti, racconti, storie immaginarie.  Il materiale usato per i riquadri è stato recuperato da vecchi telai serigrafici provenienti dall’ex Ceramica Vaccari di Ponzano Magra alla Spezia durante un lavoro all’interno dello stabile nel 2009.  Il tempo, diceva Roland Barthes a proposito della fotografia analogica, diventa parte integrante e fondamentale dell’immagine, in questo caso diventa parte strutturale del tessuto, in grado così di  restituire micro scenari magici ed attraenti.

 















































                     

     
 
 
       Vedere un mondo in un grano di sabbia
              e un universo in un fiore di campo,
            possedere l'infinito sul palmo della mano
           e l'eternità in un'ora.

                                                    W. Blake
                                                               

















             
                          

Monday, December 14, 2015

videoinstallazione_ Chiesa Madonna della Lacrime Carrara - 2014
a cura di Gilberto Pellizzola
 
 

Il progetto nasce dalla lettura di un libro dello scrittore russo Arkadij Babchenko “ La guerra di un soldato in Cecenia” e in particolare da un pensiero espresso dall'autore secondo il quale la guerra lavora come la carta vetrata, gratta via tutto, si porta via le cose più scontate, come un paio di scarpe, vitali in certi contesti, gratta le cose superflue, rivelando la vera essenza dell'essere umano.

L'installazione video si basa proprio sul senso di perdita e annullamento non solo del superfluo, ma delle cose semplici, quotidiane, senza le quali in condizioni precarie non è più possibile vivere. 
La guerra priva degli elementi vitali per un essere umano come l'acqua, il latte, il pane, la farina, il riso, i giochi di un bambino. Il grande labirinto Unicursale è composto da soli bossoli di arma da fuoco, si crea in questo caso tensione tra l'oggetto non privo di fascino e l'aspetto inerte che questi assumono costretti in una forma. La perdita della loro funzionalità, li trasforma in residui di ciò che rappresentano in realtà. Specchio della rischiosa complessità del mondo, intreccio del bene e del male, il labirinto è emblema di smarrimento e provocazione all'orientamento. Praticabile solo a livello visivo, attraverso in percorso ipnotico ed unicursale, nel senso che una volta entrati è possibile uscirne solo ritornando sui propri passi, l'allusione alla guerra è percepibile come enigma e come immagine. 
Le due proiezioni speculari ribadiscono il concetto di perdita e distruzione; rimandano ad un essenziale minimo, alla dimensione basica del bere acqua e latte, del mangiare pane, concetti semplici e diritti umani naturali, inalienabili in società civili, negati invece nei paesi in guerra, nei quali non esiste pace, educazione, ricreazione e cibo. 
I “ Mulini di Preghiera”, rotoli di carta vetrata, rimandano ai mulini tibetani e come tali, contengono disegni e pensieri di bambini che vivono in condizioni di pace a favore di altri che attualmente si trovano a vivere il disagio della guerra. 
Secondo la religione buddista i rotoli riempiti di preghiere scritte su carta di riso e finemente arrotolate vengono fatti girare in senso orario affinchè queste, grazie anche alla collaborazione del vento, si spargano nel mondo. 
I rotoli nell'installazione hanno una duplice valenza, ma nessun valore religioso; da un lato facendoli girare si testa la loro ruvidità sulle mani inducendo ad uno stato vigile e di consapevolezza del gesto; dall'altro, si immettono nell'aria i pensieri contenuti al loro interno.  
Il video “girotondo”in loop, diventa ossessivo nel suo ripetersi; la deformazione video ed audio è voluta per ribadire il concetto di annichilimento inflitto ai bambini ai quali viene negato loro il più semplice dei giochi, il girotondo.
 

 
 
 















































Acquetudine_installazione
 Spazio Hourloupe_ La Spezia_2010